La quarta edizione di Picenum, che si è svolta a Belmonte Piceno dal 30 luglio al 2 agosto 2026, organizzata dal Comune insieme ad altre associazioni e Enti del Terzo Settore, ha dedicato alla Via dell’Ambra la sua giornata di apertura.
Il festival è partito con il tavolo di lavoro “La via dell’ambra. Un percorso millenario, infinite prospettive”, che ha riunito amministratori dei Comuni attraversati dalla Via dell’Ambra e le associazioni di categoria e del Terzo settore. L’incontro, aperto dal sindaco di Belmonte Piceno Ivano Bascioni, si è chiuso con una larga convergenza dei partecipanti sull’idea di costruire una rete attorno all’antico itinerario. Tra le proposte emerse, anche la costruzione di un primo progetto europeo capace di avvicinare i Paesi attraversati dalla Via.
La stessa sera si è parlato di “Ambre. Trasparenze dall’antico”, la mostra del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, con un racconto di come nasce un’esposizione dedicata all’ambra. Maria Luisa Nava ha accompagnato il pubblico tra le ambre più importanti del mondo antico, capolavori che raccontano gusti, credenze e rotte commerciali di popoli lontani tra loro. Antonio Salerno ha poi fatto il punto sulle novità più recenti negli studi archeologici sull’ambra, che stanno ridisegnando le conoscenze su origini, circolazione e significato di questi materiali.
Un filo che lega Belmonte Piceno alla Via dell’Ambra da quasi tremila anni: le tombe scoperte qui hanno restituito ambre figurate tra le più importanti, che testimoniano come in età preromana Belmonte fosse uno snodo cruciale per le vie dell’ambra.
